Cronaca 

Detenuto sfonda una porta e aggredisce tre agenti a Marassi: «Polizia penitenziaria stremata»

Violenta aggressione nel carcere genovese da parte di un detenuto psichiatrico. UIL-PA: «Servono risposte dal Ministero, sicurezza al collasso»

Ennesimo episodio di violenza nel carcere di Marassi. Nel pomeriggio di oggi, intorno alle 15, tre agenti di Polizia penitenziaria sono rimasti feriti in seguito a una brutale aggressione da parte di un detenuto con gravi problemi psichiatrici. L’uomo, nato in Italia nel 2000 e con fine pena previsto nel 2026, era ristretto nel Centro Clinico dell’istituto.

Secondo quanto denunciato dalla UIL-PA Polizia Penitenziaria, il detenuto è riuscito a sfondare la porta dei passeggi per poi lanciarsi contro i tre agenti colpendoli con violenti calci e pugni al volto. Solo con grande fatica il personale è riuscito a immobilizzarlo. I tre agenti, colpiti duramente, sono stati trasportati presso un ospedale cittadino per le cure del caso.

A denunciare l’episodio è Fabio Pagani, segretario regionale della UIL-PA Penitenziari Liguria, che parla senza mezzi termini di un “stillicidio insopportabile”. Non è il primo caso che coinvolge lo stesso detenuto: lo scorso 21 giugno aveva già mandato al pronto soccorso altri due agenti con una dinamica simile.

“Chi si occupa in carcere della cura di soggetti con evidenti disturbi psichiatrici? A Marassi la sicurezza degli operatori sembra non essere più una priorità”, attacca Pagani. “Gli agenti sono abbandonati a sé stessi, senza dispositivi di sicurezza, né supporti tecnologici, costretti a fronteggiare, a mani nude, detenuti in preda a raptus. È una condizione umana e professionale insostenibile”.

Il sindacalista sottolinea inoltre il clima esasperante in cui è costretto a operare il personale penitenziario, tra carichi di lavoro esorbitanti e turni estenuanti fino a 20 ore consecutive.

“La Polizia penitenziaria è stremata nelle forze, mortificata nel morale e sottoposta a una forma di caporalato di Stato. È tempo che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e il Capo del DAP Stefano Carmine De Michele forniscano risposte concrete. Questa situazione non può più essere ignorata”.

La denuncia della UIL-PA rilancia l’allarme sulla drammatica condizione delle carceri italiane, in particolare per la gestione dei detenuti con patologie mentali, spesso senza cure adeguate e lasciati a sé stessi, con gravi conseguenze per la sicurezza interna e la salute degli agenti.


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